Terroir

Vino Nobile di Montepulciano
Poggio Uliveto
ESTENSIONE AREA: 20 ettari.

COMPOSIZIONE GEOLOGICA DEL TERRENO: Terreno argilloso di medio-impasto, con prevalenza di sabbia in alcuni appezzamenti ed assenza di scheletro.

ALTEZZA SUL LIVELLO DEL MARE: 350 m

ESPOSIZIONE: Sud-Est.

TIPOLOGIA DI ALLEVAMENTO: Cordone speronato.

CANTINA: Tenimenti Conti Borghini Baldovinetti De' Bacci

WINEMAKER: Averardo Borghini Baldovinetti



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sull'azienda Tenimenti Conti Borghini
Baldovinetti De' Bacci


Il documento più antico riferibile al vino di Montepulciano è del 789: il chierico Arnipert offre alla chiesa di San Silvestro o di San Salvatore a Lanciniano sull'Amiata, un pezzo di terra coltivata a vigna posta nel castello di Policiano. E' comunque documentato fin dall'Alto Medioevo che i vigneti di Mons Pulitianus producevano vini eccellenti e alla metà del 1500 Sante Lancerio, cantiniere di Papa Paolo III Farnese, celebrava il Montepulciano come “perfettissimo tanto il verno quanto la state odorifero, polputo, non agrestino, né carico di colore, sicchè è vino da Signori” per le tavole dei nobili. Passando dal periodo medievale al XVII secolo, Francesco Redi, insigne poeta, conferma la nobiltà di questo vino, esaltandone le qualità nel suo poemetto "Bacco in Toscana" del 1685 - una specie di tour enologico ante litteram. Riferendosi al vino di questa regione Redi parla infatti di “liquore che sdrucciola al core” e afferma che “Montepulciano d’ogni vino è re”. Il poemetto ebbe un grande successo e arrivò, di corte in corte, nelle mani di Guglielmo III re d'Inghilterra, di Scozia e d'Irlanda. Ne è testimonianza il viaggio compiuto nel 1669 da una delegazione inglese nel Granducato di Toscana per procurare alla corte inglese il Moscadello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano. All'inizio del 1900 il Vino Nobile di Montepulciano sembra qualcosa appartenente al passato, finché alla prima mostra mercato dei vini tipici, svoltasi a Siena nel 1933, furono presentati alcuni vini rossi pregiati, che ottennero larghi consensi da parte del pubblico. Fu così che nel 1937 fu fondata la prima cantina sociale. Originariamente la maggior parte del vino era Chianti; modeste le quantità del Nobile; a partire dagli anni Sessanta si assiste invece a un’inversione di tendenza, col risveglio della vitivinicultura indirizzata soprattutto verso la produzione di Vino Nobile piuttosto che del Chianti. Nel 1966 il Nobile di Montepulciano è uno dei primi vini in Italia a ottenere la DOC. La DOCG arriverà 15 anni dopo, nel 1981, aprendo un nuovo capitolo: alcune vecchie aziende introducono moderni cambiamenti nei vigneti e nelle cantine, si affacciano nuovi produttori, non solo toscani, e tutta la zona inizia a riqualificarsi.

Il disciplinare di produzione del Vino Nobile di Montepulciano DOCG prevede l'uso delle uve Sangiovese Grosso - per un minimo del 70% e localmente detto Prugnolo Gentile - Canaiolo Nero, per un massimo del 20%, e la restante quota di uve tipiche della provincia di Siena, un tempo prevalentemente rappresentate da Colorino e Mammolo. La maturazione del Vino Nobile di Montepulciano prevede un periodo minimo di 24 mesi, di cui almeno 12 in botte di legno. Può portare come qualificazione la dizione “Riserva” solamente dopo 36 mesi di affinamento a partire dal 1° Gennaio successivo alla vendemmia.

Il vitigno disponibile
in Vino Nobile di Montepulciano